Per sette giorni, la popolazione di tutte le regioni linguistiche della Svizzera si è mobilitata per sostenere i bambini più vulnerabili. Nella Svizzera italiana, la RSI ha accompagnato la settimana di solidarietà con reportage, testimonianze e approfondimenti, in particolare in occasione della Giornata nazionale di solidarietà del 18 dicembre, diffusi su RSI La 1 e sugli altri canali della SRG SSR.
Giornata nazionale di solidarietà – 18 dicembre
Un momento centrale della mobilitazione è stato rappresentato dalla Giornata nazionale di solidarietà del 18 dicembre. Durante tutta la giornata, sui canali della SRG SSR, sono stati diffusi contenuti informativi e testimonianze per sensibilizzare sull’urgenza di proteggere e sostenere i bambini in situazioni di crisi, in Svizzera e all’estero. Le centrali telefoniche, attive in diverse città del Paese, hanno permesso di raccogliere numerose promesse di donazione. Miren Bengoa, direttrice della Catena della Solidarietà, sottolinea l’importanza di questa mobilitazione: «Nessun bambino dovrebbe subire violenza. Questa forte partecipazione dimostra quanto sia grande la solidarietà della popolazione in Svizzera. Grazie alle donazioni raccolte, possiamo sostenere progetti essenziali per proteggere i bambini a rischio, rafforzarli e offrire loro nuove prospettive, qui in Svizzera e nelle regioni del mondo più colpite da conflitti e violenza.»
Impatto delle donazioni
In Svizzera, i fondi raccolti permettono in particolare di:
- finanziare posti in strutture di accoglienza d’emergenza per donne e bambini vittime di violenza,
- offrire un sostegno psicologico specializzato ai bambini traumatizzati,
- rafforzare le competenze genitoriali e sostenere le famiglie vulnerabili nella prevenzione della violenza,
- sviluppare ambienti protettivi in asili nido, scuole e servizi di prossimità.
A livello internazionale, la Catena della Solidarietà sostiene progetti in regioni di crisi particolarmente colpite dalla violenza armata – Medio Oriente, America Latina, Sahel e Asia meridionale. Le donazioni contribuiscono a:
- garantire l’accesso all’istruzione ai bambini che vivono in contesti di guerra,
- prevenire il lavoro minorile, i matrimoni precoci e lo sfruttamento,
- creare spazi sicuri di protezione e apprendimento,
- offrire un sostegno psicosociale essenziale ai bambini traumatizzati.
Le donazioni sono ancora possibili fino a gennaio sul sito oppure presso gli uffici postali con la dicitura «Infanzia in situazioni di crisi»
Comunicato stampa
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