A una settimana dalla catastrofe, il bilancio continua ad aggravarsi: oltre 1.000 persone hanno perso la vita e più di 4.000 risultano ancora disperse. Si stima che le persone colpite possano superare le 90.000. Nelle regioni più duramente colpite, migliaia di famiglie hanno perso la propria casa, i propri beni e, in alcuni casi, i mezzi di sussistenza. L’accesso ad alcuni villaggi rimane inoltre difficile.
Gli aiuti di emergenza non sono ancora terminati
I bisogni più urgenti riguardano rifugi, accesso all’acqua potabile, cibo, prodotti per l’igiene e cure mediche. Le condizioni precarie in cui vivono molte famiglie sfollate fanno temere inoltre un aumento delle malattie legate all’acqua contaminata e alla mancanza di servizi igienico-sanitari. Inoltre, la situazione rimane instabile e purtroppo non si possono escludere nuove inondazioni.
Ernst Lüber, direttore dei programmi della Catena della Solidarietà, sottolinea: «Grazie alla solidarietà della popolazione svizzera e al lavoro instancabile dei nostri partner sul posto, possiamo sostenere le famiglie in questa situazione di emergenza, ma anche accompagnarle affinché possano trascorrere l’inverno al caldo, ritrovare i propri mezzi di sussistenza e permettere ai bambini di tornare rapidamente a scuola. L’obiettivo è di aiutarle a ritrovare, per quanto possibile, una vita normale.»
Competenze complementari per rispondere alle diverse esigenze
Di fronte a questo tipo di catastrofe, la forza della Catena della Solidarietà si basa sulla competenza e sulla complementarità della sua rete di ONG partner svizzere. In Nepal molte di esse sono presenti da decenni, mentre altre stanno attualmente mettendo in atto un intervento umanitario. Tra queste figurano in particolare ADRA, Caritas, CBM, la Croce Rossa Svizzera, Helvetas, Save the Children e Terre des hommes.
Insieme ai propri partner locali, si stanno organizzando per rispondere alle esigenze più urgenti. Distribuiscono cibo, acqua potabile e beni di prima necessità e forniscono anche sostegno finanziario. Garantiscono inoltre l’accesso ad alloggi di emergenza, all’assistenza sanitaria e al sostegno psicosociale per le persone traumatizzate dal disastro.
La solidarietà rimane fondamentale
Sono già stati raccolti oltre 4 milioni di franchi. La Catena della Solidarietà ringrazia la popolazione svizzera che ha risposto al suo appello. Data l’entità dei bisogni, la mobilitazione deve continuare.
È possibile effettuare donazioni su catena-della-solidarieta.ch.
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