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Comunicati stampa

Bilancio 2021: Le persone più colpite dal coronavirus al centro degli aiuti della Catena della Solidarietà

03.02.2022

Lo scorso anno, in un contesto funestato dalla pandemia, l’azione della Catena della Solidarietà si è concentrata soprattutto sulle persone più vulnerabili di fronte alle conseguenze del Covid-19,...

Lo scorso anno, in un contesto funestato dalla pandemia, l’azione della Catena della Solidarietà si è concentrata soprattutto sulle persone più vulnerabili di fronte alle conseguenze del Covid-19, sull’aiuto all’infanzia come pure sul sostegno alle popolazioni dell’Afghanistan e di Haiti. La Fondazione ha stanziato 34 milioni di franchi per finanziare complessivamente 348 progetti a favore di persone in difficoltà. Oltre il 77% dei beneficiari degli aiuti, ossia 6,5 milioni di persone, soffre per le conseguenze della pandemia in Svizzera e nel mondo. Sull’arco dell’anno, grazie alla solidarietà della popolazione svizzera, la Fondazione ha raccolto più di 27 milioni di franchi.

Nel 2021, la Catena della Solidarietà ha sostenuto più di 8,4 milioni di persone in difficoltà in 40 paesi. La Fondazione ha finanziato i progetti di aiuto delle sue ONG partner e di altre organizzazioni in Svizzera per un importo complessivo di oltre 34 milioni di franchi. Questi contributi, provenienti in parte da raccolte fondi precedenti, hanno garantito un sostegno a livello nazionale e internazionale a favore delle popolazioni più colpite dalle conseguenze della pandemia di coronavirus, un aiuto immediato ad Haiti e in Afghanistan, un’assistenza alle persone più vulnerabili in seguito alla terribile esplosione del 2020 in Libano nonché il prosieguo della ricostruzione dopo lo tsunami del 2018 in Indonesia.

Gran parte delle donazioni raccolte lo scorso anno è stata dedicata a progetti di aiuto a favore delle persone colpite dalle ripercussioni economiche, sociali e sanitarie della pandemia, in Svizzera e nel mondo intero. Nel nostro paese, questo sostegno si è concretizzato perlopiù sotto forma di aiuti finanziari e servizi alle persone bisognose di aiuto (consegne a domicilio, cure, trasporti).

Presente in 18 paesi attraverso le sue ONG partner, a livello internazionale la Catena della Solidarietà ha stanziato più di nove milioni di franchi per sostenere le persone più fragili di fronte alle conseguenze legate al virus. I progetti finanziati si concentrano sulla vaccinazione, la prevenzione, l’accesso alle cure e l’aiuto economico alle famiglie. Di fronte alla devastazione causata dalla pandemia di coronavirus nel mondo intero, e in particolare in India, a fine maggio 2021 la Catena della Solidarietà ha rinnovato il suo appello a favore delle persone più fragili. Sono stati così raccolti 6’533’403 franchi.

I 75 anni della Catena della Solidarietà

Nel 2021, la Catena della Solidarietà ha festeggiato i suoi 75 anni. Un traguardo di tutto rispetto e un’occasione per analizzare la percezione della solidarietà da parte della popolazione svizzera, un sentimento da sempre alla base della nostra missione. In quest’ottica, la Fondazione ha pubblicato il primo «Barometro della solidarietà della Catena della Solidarietà». Stando ai risultati del sondaggio, la solidarietà è stata messa a dura prova durante la pandemia. La Fondazione ha invitato la popolazione a stringere le maglie della catena solidale non solo nell’ambito della sua raccolta fondi del giubileo, bensì anche in futuro, per superare le sfide che saremo chiamati ad affrontare. Di fronte alle crisi che si perpetuano, il lavoro della Fondazione è fondamentale e lo rimarrà anche negli anni a venire.

Nel dicembre 2021, per festeggiare questo anniversario, la Catena della Solidarietà ha invitato la popolazione a mobilitarsi a favore dell’infanzia che soffre in Svizzera e nel mondo in occasione di una giornata nazionale di solidarietà. Come ogni anno, per questa iniziativa ha beneficiato del sostegno della SSR, di Swisscom e di alcuni media privati tra cui anche le Radios Régionales Romandes.

Più di 27 milioni di franchi donati nel 2021

Oltre all’aiuto a favore delle persone più colpite dalle conseguenze della pandemia (6’533’403 CHF) e alla sua raccolta fondi del giubileo dedicata all’infanzia che soffre (7’494’931 CHF), nell’agosto 2021 la Catena della Solidarietà ha lanciato quasi simultaneamente due appelli alle donazioni in risposta a due catastrofi e gravissime crisi.

Ad Haiti, la popolazione è stata colpita da un devastante terremoto che ha causato ingenti danni. Per questa causa, sono stati raccolti 2’039’772 CHF. La maggior parte delle donazioni è stata immediatamente impiegata per fornire un aiuto d’urgenza alle persone colpite dalla catastrofe. Le organizzazioni umanitarie partner che conoscevano bene il paese hanno potuto garantire in tempi brevissimi un accesso all’acqua potabile, distribuire beni di prima necessità e aiuti finanziari, oltre che finanziare la riparazione degli alloggi.

In Afghanistan, un paese già fragilizzato dalla siccità, dai conflitti e dalla pandemia, la presa del potere da parte dei talebani ha provocato massicci spostamenti di persone. Per questa causa, sono stati affidati alla Catena della Solidarietà 4’631’051 franchi, che le hanno permesso di finanziare un aiuto di prima necessità. In un contesto politico così difficile, le ONG presenti in loco si adattano costantemente per sostenere in modo efficace la popolazione afghana. Attualmente l’aiuto si concentra sull’accesso alle cure.

La nuova direttrice della Catena della Solidarietà

Nel 2021 è stata nominata anche la nuova direttrice della Catena della Solidarietà. Alla testa della Fondazione dallo scorso 1° gennaio, Miren Bengoa, 44 anni, originaria di Ginevra e con un percorso internazionale, è la prima donna a rivestire questa funzione. Miren Bengoa ha un’esperienza di oltre 20 anni in seno a organizzazioni multilaterali, fondazioni private e ONG in Svizzera e all’estero. Dopo aver diretto la Fondation CHANEL a Parigi per quasi 10 anni, porta in seno alla Fondazione solide competenze gestionali e in materia di attuazione e seguito dei programmi.

Catherine Baud-Lavigne, attualmente vice direttrice nonché responsabile delle finanze e dell’amministrazione, lascerà la Fondazione a fine marzo per dedicarsi a nuove attività. Il suo impegno esemplare e le sue competenze specialistiche hanno fatto di lei una maglia fondamentale di questa catena umana. In questi 21 anni di collaborazione, Catherine Baud-Lavigne ha contribuito a fare in modo che la Fondazione rimanesse fedele alla sua missione, si adattasse ai molteplici sviluppi del ramo e tagliasse con successo il traguardo dei 75 anni.

Il rapporto annuale 2021 dettagliato e il rapporto finanziario saranno pubblicati nel corso del primo semestre 2022.

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Michèle Volonté

MichèleVolonté

Delegata per la Svizzera italiana

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