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In occasione dell'ottantesimo anniversario della Catena della Solidarietà: a che punto si trova la solidarietà svizzera nel 2026?

25.09.2026

Ottant’anni fa nacque la Catena della Solidarietà in un periodo segnato dalle conseguenze della Seconda guerra mondiale. La povertà e la miseria erano diffuse ovunque, anche in Svizzera. I due produttori radiofonici Jack Rollan e Roger Nordmann non rimasero indifferenti di fronte a tanta sofferenza. La loro idea era tanto semplice quanto incisiva: permettere alle persone di aiutare altre persone. Volevano creare una catena di solidarietà che non si spezzasse mai: così nacque la Catena della Solidarietà

80 anni dopo, le sfide sono differenti. La nostra epoca è segnata da guerre, catastrofi naturali, cambiamenti climatici, flussi migratori e incertezza economica. Le crisi appaiono sempre meno come eccezioni e sempre più come una situazione permanente. 

Che effetto ha tutto questo sulla nostra solidarietà? E l’idea che 80 anni fa ha dato origine alla Catena della Solidarietà è ancora valida oggi? 

Per scoprirlo, abbiamo condotto uno studio rappresentativo in collaborazione con gfs.bern e il Center for Philanthropy Studies dell’Università di Basilea. Il risultato – il nostro Barometro della solidarietà 2026 – fornisce una risposta straordinariamente chiara a questa domanda. 

La solidarietà unisce la Svizzera 

Il 95% della popolazione ritiene che la solidarietà sia importante per la convivenza sociale. Questo consenso di base va oltre le generazioni, le orientazioni politiche e le regioni linguistiche. 

Ciò non significa che tutti abbiano la stessa concezione di solidarietà. Alcuni danno maggiore importanza alla responsabilità individuale o alla reciprocità, mentre altri concepiscono il sostegno in senso più ampio e incondizionato. Anche la «portata» varia: per alcuni la solidarietà va oltre i confini nazionali, mentre per altri è più importante quella all’interno della Svizzera. 

Si registra inoltre una discrepanza tra il nostro desiderio di una società solidale e la nostra percezione nella vita quotidiana. Solo il 68% ritiene che la Svizzera nel suo complesso sia solidale. Più le persone ci sono vicine, più forte è la solidarietà che proviamo: l’85% nel cerchio degli amici, l’82% in famiglia. Nello spazio pubblico la percentuale scende al 21%, mentre sulle reti sociali si riduce al 7%. 

Nessun segno di una generale «stanchezza da solidarietà» 

Crisi permanente, policrisi, onnicrisi: questi neologismi indicano che molti percepiscono le crisi come più frequenti e gravi rispetto al passato. Anche il «Barometro della solidarietà» lo conferma. L’86% della popolazione ha l’impressione che il numero delle crisi e delle situazioni di emergenza sia aumentato. Il 59% si sente personalmente gravato dalle varie crisi. 

Nonostante ciò, le persone non si allontanano dalla solidarietà. Tre persone su quattro ritengono importante dimostrare solidarietà proprio nei momenti di crisi. E per quasi nove persone su dieci, la disponibilità di fare donazioni è rimasta costante (60%) o è addirittura aumentata (28%). 

Le crisi, dunque, non portano a un'erosione della solidarietà. 

Il barometro però mostra anche che le numerose crisi lasciano un segno. L’85% ha la sensazione di non poter aiutare ovunque. Il 78% valuta con maggiore attenzione le cause da sostenere. E il 61% a volte si chiede se il proprio aiuto abbia davvero un impatto. Se una crisi segue l’altra, a un certo punto sorge spontanea la domanda: da dove comincio? Dove c’è veramente bisogno del mio sostegno e il mio contributo può davvero cambiare qualcosa? 

 

La sfida, perciò, non è la mancanza di solidarietà, ma l’impotenza di fronte a un mondo pieno di crisi. 

Dall'impotenza all’azione 

Il barometro ci riporta così all’idea iniziale, da cui tutto ebbe inizio 80 anni fa. La Catena della Solidarietà non deve creare la solidarietà. Essa esiste già. Il nostro compito è quello di trasformarla in un’azione comune. 

Il «Barometro della solidarietà» ci mostra quanto sia importante offrire possibilità concrete di azione di fronte alle numerose crisi. Possiamo fornire un orientamento, indicare dove c'è necessità di aiutare e rendere visibile ciò che l'azione comune può realizzare.

Christian Engeli

Direttore Comunicazione & Fundraising

Perché, se agiamo insieme, possiamo fare la differenza. Per le persone che ricevono aiuto, ma anche per noi stessi e per la società in cui viviamo. La solidarietà ci fa provare il sostegno reciproco e ci fa capire che, anche nei momenti difficili, non siamo soli. 

In questo contesto, la SSR è un partner essenziale sin dagli inizi della Catena della Solidarietà. Insieme possiamo informare le persone sulle crisi e suscitare la loro empatia. Ma possiamo fare anche un'altra cosa: aprire una via che porti dalla conoscenza all'azione. La preoccupazione individuale può trasformarsi in azione collettiva – e la solidarietà in aiuto concreto. 

 

80 anni fa, la Catena della Solidarietà è nata dall’idea di una catena di solidarietà che non si dovesse mai spezzare. Il barometro della solidarietà dimostra che: questa catena resiste ancora oggi. 

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In occasione dell'ottantesimo anniversario della Catena della Solidarietà: a che punto si trova la solidarietà svizzera nel 2026?

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