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Un’ondata di solidarietà attraverso tutta la Svizzera
Nell’ottobre 2025, dopo due anni in cui l’accesso ai servizi era stato fortemente limitato, il cessate il fuoco e l’apertura parziale dei valichi nella Striscia di Gaza hanno finalmente permesso di programmare un’intensificazione degli aiuti umanitari.
Ai fronte dell’entità dei bisogni, la Catena della Solidarietà ha lanciato una nuova campagna dedicata in modo specifico a Gaza e organizzato – il 22 ottobre 2025 – una giornata nazionale di solidarietà in collaborazione con la SSR SRG e le radio regionali romande. La presidente della Confederazione, Karin Keller-Sutter, ha inaugurato la giornata sulle onde della SRF. A Lugano, Ginevra, Zurigo e Coira, celebrità e volontari si sono alternati per lanciare gli appelli e registrare le promesse di donazione. In un solo giorno, sono stati raccolti 4,5 milioni di franchi.
Complessivamente, la campagna lanciata nel mese di ottobre 2025 ha permesso di raccogliere circa 6,3 milioni di franchi a favore della popolazione di Gaza.

L’impatto delle donazioni
Questa straordinaria mobilitazione ha permesso la realizzazione di 12 progetti umanitari da parte di organizzazioni partner svizzere della Catena della Solidarietà quali Frieda, HEKS/EPER, Caritas, Médecins du Monde, Save the Children, Fondation Terre des hommes, Helvetas e Medici Senza Frontiere.
Questi progetti consentono in particolare di:
- offrire un aiuto finanziario diretto alle famiglie per coprire i loro bisogni più urgenti;
- dispensare cibo, acqua, alloggi d’emergenza e beni di prima necessità;
- garantire l’accesso alle cure mediche e sostenere il funzionamento delle strutture sanitarie;
- organizzare attività di protezione e sostegno psicosociale nonché di salute mentale;
- migliorare le condizioni igieniche e i servizi sanitari.
Ad oggi, circa il 70% dei fondi raccolti è già stato impiegato nei vari progetti. Per garantire una continuità negli aiuti e rispondere a esigenze che rimangono enormi, la Catena della Solidarietà ha ancora bisogno del vostro sostegno.
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Un anno dopo, la situazione è ancora estremamente precaria
Nonostante la firma del cessate il fuoco un anno fa, le violenze contro i civili non sono mai cessate. Sulla base dei dati forniti dal Ministero della salute di Gaza, l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (OCHA) attesta che dall’annuncio dell’accordo di cessate il fuoco nell’ottobre 2025 sono stati uccisi oltre 1’400 palestinesi. Attacchi aerei e altre operazioni militari continuano a colpire zone abitate e a mietere vittime tra i civili.
La situazione umanitaria rimane estremamente difficile. Gran parte dei 2,1 milioni di abitanti di Gaza è tuttora sfollata, mentre l’accesso all’acqua, all’assistenza medica, ad alloggi adeguati e altri beni essenziali rimane estremamente precario. La carenza di farmaci e materiale sanitario continua a compromettere le cure vitali.
Con l’avvicinarsi dell’inverno, la situazione è particolarmente preoccupante per le famiglie sfollate. Secondo l’ONU, il 94% della popolazione necessita di un aiuto urgente in materia di accoglienza e beni essenziali e il 65% delle famiglie vive tuttora in tende o alloggi d’emergenza. Oltre 200 campi profughi che ospitano circa 235’000 persone sono stati definiti a rischio d’inondazione. La mancanza di fondi e le restrizioni sull’ingresso di materiale e personale continuano a limitare fortemente la capacità delle organizzazioni umanitarie di rispondere alle esigenze della popolazione.
Un impegno iniziato già nel 2023
La mobilitazione della Catena della Solidarietà a favore delle popolazioni colpite da questa crisi non è iniziata con il cessate il fuoco. Dall’ottobre 2023, di fronte all’inasprimento del conflitto e al rapido deterioramento della situazione umanitaria, la Catena della Solidarietà ha attivato il suo fondo d’emergenza, prima di lanciare in novembre un primo appello alla solidarietà.
Questa prima campagna a favore della popolazione colpita dalla crisi umanitaria in Medio Oriente aveva già permesso di raccogliere più di 9,2 milioni di franchi e di finanziare 18 progetti di aiuto umanitario a Gaza e tre in Libano.
Oggi, a fronte dell’entità dei bisogni, la Catena della Solidarietà e le sue organizzazioni umanitarie partner proseguono il loro impegno a sostegno della popolazione di Gaza.
Altri punti della situazione
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Gaza: a un anno dal cessate il fuoco, i bisogni umanitari rimangono ingenti
09.10.2026Un anno fa, l’accordo sul cessate il fuoco tra Israele e Hamas aveva fatto nascere la speranza di una tregua durevole e di un accesso umanitario più ampio a Gaza. In Svizzera, un importante slancio di generosità ha permesso alla Catena della Solidarietà di intensificare il suo sostegno a favore della popolazione civile. Un anno dopo, le violenze non sono cessate e i bisogni umanitari rimangono enormi.


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