La Catena della Solidarietà a Haiti

A nove mesi dal terremoto devastante che ha colpito Haiti, la ricostruzione è stata avviata in provincia. La situazione è più difficile nella capitale Port-au-Prince. Alain Geiger, responsabile del Dipartimento progetti della Catena della Solidarietà, ha visitato le attività in corso e ci informa.

 

Ci ricordiamo le terribili immagini del terremoto. Port-auPrince era devastata e in rovina. Vi sono segni di speranza?

Sì, esistono segni di speranza. Penso all’incontro con una donna divenuta paraplegica in seguito al sisma. Ha imparato a spostarsi con una sedia a rotelle, grazie all’assistenza prestatale da Handicap International. Oppure penso a quella famiglia che, grazie alle donatrici e ai donatori, ha di nuovo un tetto sopra la testa. Nonostante le difficoltà,queste persone danno prova di una forza di volontà che giorno dopo giorno permette loro di guardare al futuro. Possiamo sostenerle nei loro sforzi e dar loro nuove prospettive.

 

Ha parlato di una famiglia che ha ritrovato un alloggio. Come avanza la ricostruzione?

Il processo di ricostruzione è molto difficile e lento, soprattutto nella capitale. Per noi in Svizzera è difficile immaginare le immense sfide che ciò rappresenta. Bisogna in primo luogo evacuare le montagne di detriti. Dove si possono depositare venti milioni di metri cubi di detriti? Una volta sbarazzate le rovine, nuovi problemi vengono alla luce. Nei quartieri poveri la maggior parte degli abitanti èi senza documenti di proprietà. Bisogna dunque chiarire a chi spetta la proprietà. Rispetto a queste sfide, che non possono essere risolti dal le opere assistenziali, il governo nazionale è troppo poco attivo. A causa di queste difficoltà, le organizzazioni umanitarie partner della Catena della Solidarietà concentrano essenzialmente le loro attività nella capitale Port-au-Prince nel settore sociale. Ad esempio, nell’aiuto all’infanzia. La Catena della Solidarietà e Terre des Hommes Svizzera allestiscono aule scolastiche provvisorie, affinché i bambini riallaccino legami con l’educazione. Sono raccolti e regolarmente nutriti bambini della strada e orfani.

 

Qual è la situazione al di fuori della capitale?

Nelle zone rurali o nelle vicinanze delle città di provincia, la situazione è più facile. La Catena della Solidarietà sostiene due progetti di ricostruzione di case familiari di Caritas e della Croce Rossa Svizzera. Altri progetti sono attualmente allo studio presso la Catena della Solidarietà: fra questi progetti di riparazione di case dell’Aiuto delle Chiese protestanti e di Medair.

 

Quanto tempo durerà la ricostruzione?

La ricostruzione durerà anni. I progetti avanzano a piccoli passi, ma progrediscono e la direzione è quella giusta. Gli oltre 65 milioni di donazioni ricevute per Haiti saranno utilizzati per Haiti e questi doni sono preziosi.