Infanzia vittima della guerra

Nuovo progetto della Catena della Solidarietà: aiuti d'urgenza alle vittime del conflitto in Libano

  • 26.10.2007
  • Infanzia vittima della guerra

A oltre un anno dalla fine della guerra in Libano la situazione in questa regione mediorientale non è più un tema d'attualità. Tuttavia, la popolazione ancora oggi soffre per il conflitto che ha opposto l'esercito libanese e al gruppo estremista Fatah-al-Islam. Nel campo di rifugiati di Nahr al-Barid, dove i bombardamenti hanno fatto 41 morti e molti feriti, la situazione è particolarmente precaria. La Catena della Solidarietà vi è presente con aiuti d'urgenza, sostendendo la distribuzione di generi alimentari e articoli sanitari.

l campo di rifugiati di Nahr al-Barid, nel nord del Libano, è stato bombardato in occasione dei violenti combattimenti che hanno opposto l'esercito libanese agli estremisti isalmici. Ancora oggi i feriti sono curati in modo rudimentale e l'acqua potabile, così come il cibo, mancano drammaticamente.

Per superare questa difficile situazione, la Catena della Solidarietà si è impegnata a sostenere un progetto di aiuti urgenti dell'Aiuto delle Chiese evangeliche. Dal pane alle albicocche secche, dallo zucchero al riso, ma anche articoli igienici come sapone e shampo sono fra i prodotti di prima necessità distribuiti ai rifugiati.

L'aiuto urgente non può costituire evidentemente una soluzione e lungo termine per questi campi di rifugiati, ma permette perlomeno di lenire una situazione catastrofica e condizioni di vita precarie.

    La Catena della Solidarietà è una fondazione, creata su iniziativa della SRG SSR | Partenariato e collaborazione

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    Keystone

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    Spesso una fotografia vale più di mille parole. Grazie al partenariato con l’agenzia fotografica svizzera Keystone, la Catena della Solidarietà dispone in qualsiasi momento gratuitamente di un’offerta completa di fotografie di attualità.

    Keystone getta uno sguardo elvetico sul nostro paese e sul mondo. Il suo team di 20 fotografi impiegati a titolo permanente in tutta la Svizzera e le agenzie partner internazionali garantiscono la copertura di qualsiasi evento di attualità. Quale maggiore agenzia fotografica della Svizzera, Keystone dispone inoltre di una ricchissima raccolta di immagini che raccontano la storia sociale della Svizzera (circa 11 milioni di fotografie d’archivio).

     

    Swisscom

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    Una giornata nazionale di raccolta della Catena della Solidarietà non sarebbe possibile senza il supporto di Swisscom: tra le 120 e le 150 linee telefoniche (suddivise regionalmente in sei centrali) sono messe a disposizione dall’azienda, che per queste giornate offre i propri servizi gratuitamente. In occasione della colletta per lo Tsunami, per esempio, sono state gestite oltre 70 000 chiamate.

    Anche internet è un mezzo di comunicazione essenziale della Catena della Solidarietà, mezzo che la Swisscom SA, ex Azienda delle PTT, da oltre sedici anni un partner fedele della Catena, sostiene annualmente con un considerevole importo.

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    La Catena della Solidarietà fu fondata nel 1946 quale trasmissione radiofonica della Svizzera romanda e la sua prima colletta fu devoluta agli orfani della Seconda guerra mondiale.

    L’idea venne sviluppata ulteriormente finché, nel 1983, la Catena della Solidarietà divenne la fondazione. Oggi la Catena della Solidarietà è una fondazione che organizza raccolte di fondi per finanziare progetti di aiuto mirati. A questo scopo, essa collabora con la SRG SSR e con alcune organizzazioni umanitarie svizzere.

    Nelle giornate nazionali di colletta, all’insegna dell’idée suisse, la SRG SSR mette gratuitamente a disposizione della Catena le proprie risorse (programmi, giornalisti), partecipando così alla grande manifestazione di solidarietà e aiuto dell’intera popolazione svizzera. La Catena della Solidarietà non è un’associazione umanitaria vera e propria, ma un’opera di solidarietà che collabora con 25 organizzazioni umanitarie. L’unione con la SRG SSR è sottolineata anche dal fatto che le unità aziendali SRF, RTS, RTR e RSI hanno tutte un seggio nel Consiglio di fondazione.