Infanzia vittima della guerra

Traumatische Kriegsfolgen (Kopie 1)

  • 03.08.2005
  • Infanzia vittima della guerra

Fra le istruzioni ai giovani incorporati nelle formazioni paramilitari vi sono anche i corsi per un'efficace mutilazione degli avversari con l'uso di baionetta, scure o macete. „Già in allenamento vengono uccisi da 3 a 4 cadetti" ricorda un giovane colombiano strappato alla squadriglia della violenzà.

Le conseguenze di queste cruenti esperienze rimangono profondamente incise nell'animo dei giovani. „Guarire queste ferite è spesso più difficile che intervenire in sala operatoria" afferma un assistente sociale. E' per questa ragione che la Catena della Solidarietà ha voluto organizzato, sia nei Balcani sia in Palestina, dei progetti assistenziali basati su terapie di cura psicologiche. I processi di ricupero per un reinserimento nella società civile dei giovani protagonisti delle terrificanti esperienze durano spesso molti anni.

Progetto

Paese: Bosnia-Erzegovina, Tuzla

Descrizione: Terapia psicologica per donne e bambini

La guerra in Bosnia-Erzegovina ha coinvolto la popolazione, fra il 1992 e il 1996 in una serie avvenimenti traumatici. Le conseguenze non sono ancora superate. Molti protagonisti delle tragiche vicende riescono solo ora, sette anni dopo la fine delle ostilità, ad accettare un aiuto per elaborare le laceranti esperienze. L’organizzazione VIVE ZENE offre assistenza a donne e bambini vittime di torture fisiche, psicologiche e sessuali. I giovani sono vittime di riflesso dei traumi che hanno colpito i genitori con conseguenze negative sullo sviluppo e il superamento dei problemi causati dalle globali atrocità della guerra. La gioventù risulta infatti esposta a una trasmissione di traumi che può estendersi da generazione in generazione. Ne consegue un’eccesso di aggressività e un comportamento sociale inadeguato segnato da iperattività per cancellare esperienze dolorose, problemi psicosomatici, incapacità di esprimere sentimenti e difficoltà nell’apprendere ma soprattutto rapporti difficili con i genitori.

Nell’ambito del progetto i giovani vengono avviati a un processo di rielaborazione del passato con l’assistenza di psicologi e psicoterapeuti. Nei corsi si impara a parlare apertamente della guerra per ridurre l’aggressività. Si arriva a migliorare anche il rapporto interpersonale dei giovani pazienti che riescono  quindi a percepire una maggiore autostima. Si riducono anche i sintomi dei traumi fatti di emicranie, di ipertensione, con difficoltà che si riflettono sull’apparato digerente con sudorazioni  e insonnia. Le madri traumatizzate, che spesso hanno trascurato emotivamente e socialmente i propri figli, vengono sottoposte ad analoghe terapie per avviare, con il passare delle settimane, un processo di riavvicinamento. Si sbriciola quindi la parete del silenzio fra madre e figlio per ripristinare un normale sereno rapporto di amore e di dialogo.

Organizzazione: IAMANEH Schweiz, Basel
Colletta della Catena della Solidarietà per l'aiuto all'infanzia vittima delle guerre

    La Catena della Solidarietà è una fondazione, creata su iniziativa della SRG SSR | Partenariato e collaborazione

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    Keystone

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    Spesso una fotografia vale più di mille parole. Grazie al partenariato con l’agenzia fotografica svizzera Keystone, la Catena della Solidarietà dispone in qualsiasi momento gratuitamente di un’offerta completa di fotografie di attualità.

    Keystone getta uno sguardo elvetico sul nostro paese e sul mondo. Il suo team di 20 fotografi impiegati a titolo permanente in tutta la Svizzera e le agenzie partner internazionali garantiscono la copertura di qualsiasi evento di attualità. Quale maggiore agenzia fotografica della Svizzera, Keystone dispone inoltre di una ricchissima raccolta di immagini che raccontano la storia sociale della Svizzera (circa 11 milioni di fotografie d’archivio).

     

    Swisscom

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    Una giornata nazionale di raccolta della Catena della Solidarietà non sarebbe possibile senza il supporto di Swisscom: tra le 120 e le 150 linee telefoniche (suddivise regionalmente in sei centrali) sono messe a disposizione dall’azienda, che per queste giornate offre i propri servizi gratuitamente. In occasione della colletta per lo Tsunami, per esempio, sono state gestite oltre 70 000 chiamate.

    Anche internet è un mezzo di comunicazione essenziale della Catena della Solidarietà, mezzo che la Swisscom SA, ex Azienda delle PTT, da oltre sedici anni un partner fedele della Catena, sostiene annualmente con un considerevole importo.

    SRG SSR

    SRG SSR alt

    La Catena della Solidarietà fu fondata nel 1946 quale trasmissione radiofonica della Svizzera romanda e la sua prima colletta fu devoluta agli orfani della Seconda guerra mondiale.

    L’idea venne sviluppata ulteriormente finché, nel 1983, la Catena della Solidarietà divenne la fondazione. Oggi la Catena della Solidarietà è una fondazione che organizza raccolte di fondi per finanziare progetti di aiuto mirati. A questo scopo, essa collabora con la SRG SSR e con alcune organizzazioni umanitarie svizzere.

    Nelle giornate nazionali di colletta, all’insegna dell’idée suisse, la SRG SSR mette gratuitamente a disposizione della Catena le proprie risorse (programmi, giornalisti), partecipando così alla grande manifestazione di solidarietà e aiuto dell’intera popolazione svizzera. La Catena della Solidarietà non è un’associazione umanitaria vera e propria, ma un’opera di solidarietà che collabora con 25 organizzazioni umanitarie. L’unione con la SRG SSR è sottolineata anche dal fatto che le unità aziendali SRF, RTS, RTR e RSI hanno tutte un seggio nel Consiglio di fondazione.