Haiti / Caraibico

Haiti a due mesi dall’uragano «Jeanne»

  • 17.11.2004
  • Haiti / Caraibi

Lo scorso 21 settembre, l’uragano «Jeanne» ha causato danni ingentissimi alla città di Gonaives. I flutti hanno raggiunto i primi piani delle case e hanno lasciato dietro a sé uno spesso strato di melma e detriti. Anche se nel frattempo molta acqua ha ripulito la zona e il sole lentamente asciuga la melma, rimangono molti focolai di malaria. Importanti infrastrutture come scuole, ospedali, amministrazioni pubbliche, servizi di acqua potabile, approvvigionamento di elettricità non funzionano oppure si basano su strutture provvisorie.

Nonostante le difficili condizioni, si percepisce la ferrea volontà e la caparbietà dei cittadini di superare la calamità. Nei quartiere i detriti e la melma sono estratti a mano dalle case e dai cortili. Una fila interminabile di autocarri li trasportano fuori città. Le operazioni di ripulitura sono sostenute da organizzazioni come Caritas, CARE e dall’ONU, che si coordinano fra loro e sono sostenute da donazioni.

L’approvvigionamento di acqua potabile è garantito da un sistema mobile, che è stato portato dalla Francia. La Croce Rossa norvegese ha portato ad Haiti un ospedale da campo completo con due sale operatorie. Assieme ad altre consorelle, la Croce Rossa svizzera sostiene il funzionamento dell’ospedale e la sua efficienza. Accanto alle medicazioni causate dai consueti incidenti, molte nuove vite vedono la luce sotto queste tende. Il fiume che è all’origine dell’inondazione di Gonaives ha causato danni anche in campagna e, alla ricerca di un nuovo letto in cui scorrere, ha spazzato via terra fertile e distrutto i canali di irrigazione. Per questo, la riparazione della rete idrica costituisce una priorità, affinché possa riprendere al più presto l’attività agricola. Inoltre, devono essere intraprese le opere di rimboschimento avviate prima dell’arrivo di “Jeanne”, e che devono servire a frenare l’erosione all’origine della catastrofe.

«Il nostro paese si trova in una difficile situazione politica. Per la popolazione, resa insicura dagli eventi, le scuole funzionanti sono un importante indicatore che la normalità sta tornando. Per questo le scuole devono essere riaperte al più presto per tornare alla quotidianità. La vita deve continuare», afferma il vescovo di Gonaives. A questo scopo sono destinati i progetti di Caritas, delle Chiese evangeliche e dell’Esercito della Salvezza.

La Catena della Solidarietà ha destinato mezzo milione di franchi ai progetti di aiuto immediato, mentre sono nel mirino altri progetti per 1,3 milioni. La loro realizzazione è prevista entro la fine di quest’anno.

Lars Büchler, appena rientrato da Haiti.

    La Catena della Solidarietà è una fondazione, creata su iniziativa della SRG SSR | Partenariato e collaborazione

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    Spesso una fotografia vale più di mille parole. Grazie al partenariato con l’agenzia fotografica svizzera Keystone, la Catena della Solidarietà dispone in qualsiasi momento gratuitamente di un’offerta completa di fotografie di attualità.

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    Una giornata nazionale di raccolta della Catena della Solidarietà non sarebbe possibile senza il supporto di Swisscom: tra le 120 e le 150 linee telefoniche (suddivise regionalmente in sei centrali) sono messe a disposizione dall’azienda, che per queste giornate offre i propri servizi gratuitamente. In occasione della colletta per lo Tsunami, per esempio, sono state gestite oltre 70 000 chiamate.

    Anche internet è un mezzo di comunicazione essenziale della Catena della Solidarietà, mezzo che la Swisscom SA, ex Azienda delle PTT, da oltre sedici anni un partner fedele della Catena, sostiene annualmente con un considerevole importo.

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    La Catena della Solidarietà fu fondata nel 1946 quale trasmissione radiofonica della Svizzera romanda e la sua prima colletta fu devoluta agli orfani della Seconda guerra mondiale.

    L’idea venne sviluppata ulteriormente finché, nel 1983, la Catena della Solidarietà divenne la fondazione. Oggi la Catena della Solidarietà è una fondazione che organizza raccolte di fondi per finanziare progetti di aiuto mirati. A questo scopo, essa collabora con la SRG SSR e con alcune organizzazioni umanitarie svizzere.

    Nelle giornate nazionali di colletta, all’insegna dell’idée suisse, la SRG SSR mette gratuitamente a disposizione della Catena le proprie risorse (programmi, giornalisti), partecipando così alla grande manifestazione di solidarietà e aiuto dell’intera popolazione svizzera. La Catena della Solidarietà non è un’associazione umanitaria vera e propria, ma un’opera di solidarietà che collabora con 25 organizzazioni umanitarie. L’unione con la SRG SSR è sottolineata anche dal fatto che le unità aziendali SRF, RTS, RTR e RSI hanno tutte un seggio nel Consiglio di fondazione.