Giava

Gli aiuti affluiscono a Giava

  • 31.05.2006
  • Giava

Le organizzazioni umanitarie private svizzere e la Catena della Solidarietà hanno messo a disposizione un milione di franchi per le vittime del terremoto che si è verificato sull’isola di Giava.

Questo denaro è impiegato per gli aiuti d’urgenza e la ricostruzione. Si tratta di operazioni che sono già in corso. Specialisti e materiali sono stati in parte forniti dalla vicina isola di Sumatra (Aceh), dove è in corso la ricostruzione dopo lo tsunami.
La Croce Rossa Svizzera (CRS) ha inviato sul luogo della tragedia un’infermiera e uno specialista di logistica. Medicamenti e materiale per fasciature sono distribuiti nell’ospedale da campo di 200 letti allestito dalla Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Inoltre la CRS fornisce medicinali, teli e tende a 10'000 persone senzatetto. Sul posto sono attivi 400 volontari della Croce Rossa Indonesiana. In totale la CRS ha stanziato 250'000 franchi per aiuti urgenti sull’isola di Giava.

La Caritas dedica ai primi aiuti 250'000 franchi. L’aiuto è rivolto a 15'000 vittime del terremoto. In collaborazione con i suoi partner della rete internazionale di Caritas sono assistiti i senzatetto. Vengono distribuite tende, articoli igienici, set di cucina e medicamenti. Due delegati organizzano e sorvegliano la distribuzione di aiuti.
L’Aiuto delle Chiese Protestanti sta prestando aiuto nel distretto di Klaten, particolarmente colpito dal sisma. In quattro villaggi sono distribuiti acqua potabile, coperte e teli. Alle famiglie con bambini di meno di cinque anni di età è distribuito latte in polvere e alimenti per bambini. Inoltre sono state aperte cucine pubbliche dove i senzatetto possono ritirare pasti caldi. Finora sono stati stanziati 250'000 franchi.
Handicap International (HI) era presente già prima del terremoto nella regione di Yogyakarta e ha avviato immediatamente l’assistenza alle vittime ferite in modo grave. Si tratta in particolare di persone con fratture ossee e ferite alla testa. Circa il 40% degli oltre 10'000 feriti sono bambini. HI sta rafforzando la sua squadra con specialisti che hanno una grande esperienza acquisita con terremoti precedenti verificatisi in Turchia, Iran e Pakistan. Sono stati stanziati 150'000 franchi.
L’Esercito della Salvezza ha allestito nella regione quattro ospedali con circa 500 letti. Il William-Booth-Hospital di Semarang è usato come base per l’invio di squadre di aiuto nelle zone terremotate, dove sono allestite tende adibite a ospedale. Inoltre sono distribuiti generi alimentari, vestiti ed è prestato aiuto morale.
Le organizzazioni partner di Terre des Hommes soccorrono con generi alimentari, acqua potabile e medicinali i senzatetto della regione di Bantul.
La Catena della Solidarietà, che ha messo immediatamente a disposizione 100'000 franchi, rivolge un nuovo appello a chi volesse fare una donazione a favore delle vittime del terremoto sull’isola di Giava. E’ a disposizione il conto corrente postale 10-15000-6 con la menzione Giava. Le offerte possono essere effettuate anche via internet sul sito www.catena-della-solidarieta.ch. In tutti gli uffici postali sono a disposizione i bollettini di versamento della Catena.
Dal canto suo, l’aiuto della Confederazione, attraverso la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), si fissa per ora a 100'000 dollari USA, versati alla Croce Rossa indonesiana, mentre il Corpo svizzero di aiuto umanitario ha inviato in Indonesia cinque esperti. In questi primi giorni l’accento è posto sul rapido approvvigionamento di medicinali che ancora scarseggiano nelle regioni terremotate.

    La Catena della Solidarietà è una fondazione, creata su iniziativa della SRG SSR | Partenariato e collaborazione

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    Keystone

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    Spesso una fotografia vale più di mille parole. Grazie al partenariato con l’agenzia fotografica svizzera Keystone, la Catena della Solidarietà dispone in qualsiasi momento gratuitamente di un’offerta completa di fotografie di attualità.

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    Swisscom

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    Una giornata nazionale di raccolta della Catena della Solidarietà non sarebbe possibile senza il supporto di Swisscom: tra le 120 e le 150 linee telefoniche (suddivise regionalmente in sei centrali) sono messe a disposizione dall’azienda, che per queste giornate offre i propri servizi gratuitamente. In occasione della colletta per lo Tsunami, per esempio, sono state gestite oltre 70 000 chiamate.

    Anche internet è un mezzo di comunicazione essenziale della Catena della Solidarietà, mezzo che la Swisscom SA, ex Azienda delle PTT, da oltre sedici anni un partner fedele della Catena, sostiene annualmente con un considerevole importo.

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    La Catena della Solidarietà fu fondata nel 1946 quale trasmissione radiofonica della Svizzera romanda e la sua prima colletta fu devoluta agli orfani della Seconda guerra mondiale.

    L’idea venne sviluppata ulteriormente finché, nel 1983, la Catena della Solidarietà divenne la fondazione. Oggi la Catena della Solidarietà è una fondazione che organizza raccolte di fondi per finanziare progetti di aiuto mirati. A questo scopo, essa collabora con la SRG SSR e con alcune organizzazioni umanitarie svizzere.

    Nelle giornate nazionali di colletta, all’insegna dell’idée suisse, la SRG SSR mette gratuitamente a disposizione della Catena le proprie risorse (programmi, giornalisti), partecipando così alla grande manifestazione di solidarietà e aiuto dell’intera popolazione svizzera. La Catena della Solidarietà non è un’associazione umanitaria vera e propria, ma un’opera di solidarietà che collabora con 25 organizzazioni umanitarie. L’unione con la SRG SSR è sottolineata anche dal fatto che le unità aziendali SRF, RTS, RTR e RSI hanno tutte un seggio nel Consiglio di fondazione.