Terremoto Haiti

A 100 giorni dal terribile terremoto

  • 29.04.2010
  • Terremoto Haiti

Già prima del terremoto la Catena della Solidarietà era presente a Haiti, uno dei paesi più poveri del mondo. Dopo il disastro di metà gennaio, le organizzazioni umanitarie partner sono al lavoro per prestare l’aiuto d’urgenza. Fino a oggi, la Catena della Solidarietà ha già finanziato dodici progetti per 6,6 milioni di franchi. Quattro ulteriori progetti d’intervento per circa due milioni di franchi sono all’esame. E molti altri interventi seguiranno. Attualmente, gli aiuti a Haiti si situano in una fase che sta fra l’aiuto d’urgenza , che va coordinato, e la ricostruzione, che ancora non è stata avviata e che deve essere pianificata. Una visita al paese mette in risalto i colossali bisogni.

“Non si sa proprio da che parte cominciare”. È con queste parole che la coordinatrice a Haiti di Terre des Hommes, Guerty Aimé, mette in risalto le enormi sfide cui è confrontata la fase di ricostruzione. Da un lato, tutte le infrastrutture devono essere ricostruite, ma anche i bisogni delle vittime sono giganteschi. Mancano cibo, alloggi di fortuna e altri aiuti di prima necessità. Sono proprio questi bisogni che sono al centro dei progetti attualmente finanziati dalla Catena della Solidarietà.

12 progetti in piena esecuzione

Le differenti organizzazioni umanitarie sono impegnate nell’approvvigionamento di acqua, nella distribuzione di medicinali e di beni di prima necessità, quali tende, teli, attrezzi per la costruzione di rifugi. Inoltre, sono distribuiti utensili di cucina per rendere indipendenti dalla distribuzione di viveri. I progetti “Cash for work” (denaro per lavoro), per cinque dollari al giorno, permettono alla popolazione di partecipare alla rimozione delle macerie e di procurarsi cibo e altri beni. Le vittime inoltre ricevono dalle organizzazioni umanitarie alloggi provvisori. Parallelamente alcune organizzazioni proseguono le loro attività di sostegno psicosociale ai bambini, come già prima del sisma, ma con maggiore intensità. 

Nel caso di catastrofi di questa intensità, in genere la Catena della Solidarietà impiega circa il 15% delle somme raccolte per gli aiuti d’urgenza, il 70% per la ricostruzione e il 15% per il consolidamento dei progetti.

Scuole di nuovo aperte
Il bisogno è grande anche per ciò che riguarda le infrastrutture, anche se in un primo tempo occorre occuparsi della rimozione di milioni di metri cubi di macerie. Guerty Aimé conosce anche questo problema; ci mostra una scuola costruita qualche tempo fa da un’organizzazione partner con l’aiuto finanziario della Catena della Solidarietà, che ora è ridotta a un cumulo di macerie. Per fortuna i bambini avevano già lasciato la scuola quando si è scatenato il terremoto. “Nel frattempo, 36 autocarri hanno sbarazzato i detriti, ma siamo ancora molto lontani dalla ricostruzione”. Gli allievi sono momentaneamente ospitati in un’altra scuola, ma le lezioni si svolgono provvisoriamente nell’area di ricreazione, a cielo aperto. Resta molto da fare.

Osservazione
La Catena della Solidarietà non è operazionale sul posto. I progetti delle organizzazioni partner sono rigorosamente esaminate prima di concedere un finanziamento e sono accompagnati durante tutte le fasi della loro realizzazione. Come è il caso per tutte le altre spese amministrative, anche le visite organizzate dalla Catena della Solidarietà sui luoghi non sono finanziate dalle donazioni, bensì dagli interessi fruttati dai fondi che attendono di essere impiegati.

    La Catena della Solidarietà è una fondazione, creata su iniziativa della SRG SSR | Partenariato e collaborazione

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    Keystone

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    Spesso una fotografia vale più di mille parole. Grazie al partenariato con l’agenzia fotografica svizzera Keystone, la Catena della Solidarietà dispone in qualsiasi momento gratuitamente di un’offerta completa di fotografie di attualità.

    Keystone getta uno sguardo elvetico sul nostro paese e sul mondo. Il suo team di 20 fotografi impiegati a titolo permanente in tutta la Svizzera e le agenzie partner internazionali garantiscono la copertura di qualsiasi evento di attualità. Quale maggiore agenzia fotografica della Svizzera, Keystone dispone inoltre di una ricchissima raccolta di immagini che raccontano la storia sociale della Svizzera (circa 11 milioni di fotografie d’archivio).

     

    Swisscom

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    Una giornata nazionale di raccolta della Catena della Solidarietà non sarebbe possibile senza il supporto di Swisscom: tra le 120 e le 150 linee telefoniche (suddivise regionalmente in sei centrali) sono messe a disposizione dall’azienda, che per queste giornate offre i propri servizi gratuitamente. In occasione della colletta per lo Tsunami, per esempio, sono state gestite oltre 70 000 chiamate.

    Anche internet è un mezzo di comunicazione essenziale della Catena della Solidarietà, mezzo che la Swisscom SA, ex Azienda delle PTT, da oltre sedici anni un partner fedele della Catena, sostiene annualmente con un considerevole importo.

    SRG SSR

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    La Catena della Solidarietà fu fondata nel 1946 quale trasmissione radiofonica della Svizzera romanda e la sua prima colletta fu devoluta agli orfani della Seconda guerra mondiale.

    L’idea venne sviluppata ulteriormente finché, nel 1983, la Catena della Solidarietà divenne la fondazione. Oggi la Catena della Solidarietà è una fondazione che organizza raccolte di fondi per finanziare progetti di aiuto mirati. A questo scopo, essa collabora con la SRG SSR e con alcune organizzazioni umanitarie svizzere.

    Nelle giornate nazionali di colletta, all’insegna dell’idée suisse, la SRG SSR mette gratuitamente a disposizione della Catena le proprie risorse (programmi, giornalisti), partecipando così alla grande manifestazione di solidarietà e aiuto dell’intera popolazione svizzera. La Catena della Solidarietà non è un’associazione umanitaria vera e propria, ma un’opera di solidarietà che collabora con 25 organizzazioni umanitarie. L’unione con la SRG SSR è sottolineata anche dal fatto che le unità aziendali SRF, RTS, RTR e RSI hanno tutte un seggio nel Consiglio di fondazione.