Maremoto in Asia

L’aiuto svizzero non ha fallito nello Sri Lanka

  • 30.10.2008
  • Maremoto in Asia

La Commissione della gestione del Consiglio degli Stati ha esaminato le critiche rivolte alla Divisione per lo Sviluppo e la Cooperazione (DSC) e al consorzio per l’aiuto allo Sri Lanka dopo lo tsunami (Croce Rossa Svizzera, Chiese Protestanti e Catena della Solidarietà). La Commissione ha giudicato infondate le critiche. Sotto esame era il programma “Cash for Repair and Reconstruction” (finanziamenti per la riparazione e la ricostruzione di edifici) a Tricomalee e a Matara, nonché il programma di ricostruzione di sette edifici scolastici. Nel corso di una conferenza stampa, la Commissione ha rilevato come i documenti a disposizione non forniscano alcuna prova della cattiva gestione finanziaria dei progetti esaminati.

Un’analisi era già stata eseguita dalla società di controllo KPMG e valutata dal Controllo federale delle finanze, che erano giunti alle medesime conclusioni. La Commissione della gestione del Consiglio degli Stati raccomanda al Consiglio federale di organizzare in futuro una struttura di gestione e di ripartizione delle competenze per la realizzazione di simili progetti.

L’inchiesta è stata condotta in seguito alle critiche formulate da tre ex collaboratori della DSC, riprese dalla “Weltwoche”. Il Consigliere agli Stati radicale sciaffusano Peter Briner, membro della Commissione della Gestione del Consiglio degli Stati, ha espresso il suo stupore per la presentazione distorta e per il tono delle critiche. Egli consiglia altresì alla DSC di mettere ben in chiaro l’onere lavorativo quando ingaggia i suoi collaboratori. Egli ha persino affermato: “Chi non sopporta il vapore non dovrebbe fare il cuoco”.

La DSC, la Catena della Solidarietà e le sue organizzazioni umanitarie partner, dopo la catastrofe dello tsunami, hanno ristrutturato e ricostruito 10'600 abitazioni nello Sri Lanka. Per questo tipo di intervento, nel solo Sri Lanka, la Catena della Solidarietà ha  messo a disposizione 18 milioni di franchi.

    La Catena della Solidarietà è una fondazione, creata su iniziativa della SRG SSR | Partenariato e collaborazione

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    Spesso una fotografia vale più di mille parole. Grazie al partenariato con l’agenzia fotografica svizzera Keystone, la Catena della Solidarietà dispone in qualsiasi momento gratuitamente di un’offerta completa di fotografie di attualità.

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    Una giornata nazionale di raccolta della Catena della Solidarietà non sarebbe possibile senza il supporto di Swisscom: tra le 120 e le 150 linee telefoniche (suddivise regionalmente in sei centrali) sono messe a disposizione dall’azienda, che per queste giornate offre i propri servizi gratuitamente. In occasione della colletta per lo Tsunami, per esempio, sono state gestite oltre 70 000 chiamate.

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    La Catena della Solidarietà fu fondata nel 1946 quale trasmissione radiofonica della Svizzera romanda e la sua prima colletta fu devoluta agli orfani della Seconda guerra mondiale.

    L’idea venne sviluppata ulteriormente finché, nel 1983, la Catena della Solidarietà divenne la fondazione. Oggi la Catena della Solidarietà è una fondazione che organizza raccolte di fondi per finanziare progetti di aiuto mirati. A questo scopo, essa collabora con la SRG SSR e con alcune organizzazioni umanitarie svizzere.

    Nelle giornate nazionali di colletta, all’insegna dell’idée suisse, la SRG SSR mette gratuitamente a disposizione della Catena le proprie risorse (programmi, giornalisti), partecipando così alla grande manifestazione di solidarietà e aiuto dell’intera popolazione svizzera. La Catena della Solidarietà non è un’associazione umanitaria vera e propria, ma un’opera di solidarietà che collabora con 25 organizzazioni umanitarie. L’unione con la SRG SSR è sottolineata anche dal fatto che le unità aziendali SRF, RTS, RTR e RSI hanno tutte un seggio nel Consiglio di fondazione.