Asia 2009

A cinque mesi dal terremoto a Sumatra

  • 24.03.2010
  • Asia 2009

Alla fine di settembre del 2009 la terra ha violentemente tremato sull’isola indonesiana di Sumatra. A essere particolarmente toccata dal sisma di magnitudo 7,6 sulla scala Richter è stata la regione di Padang. A cinque mesi da quella catastrofe i progetti di aiuto d’urgenza e l’allestimento di alloggi di fortuna sono terminati, mentre i lavori di riabilitazione socioeconomica sono in corso. Alain Geiger, responsabile del settore Progetti della Catena della Solidarietà, si è recato sul posto per visitare le istallazioni provvisorie e ci riferisce le sue impressioni. Quattro progetti di alloggi di fortuna sostenuti dalla Catena della Solidarietà sono stati realizzati da quattro organizzazioni umanitarie partner.

Quali sono state le sue prime impressioni, arrivando sul posto del disastro?

A Padang non si vedono danni. Tuttavia, più ci si allontana dalla città, più ci si rende dell’ampiezza del sisma. Gli aiuti esterni non riescono di gran lunga a soddisfare i bisogni. Fino a oggi, solo il 12% delle famiglie coinvolte hanno ricevuto un aiuto per un alloggio provvisorio, in attesa di poter ricostruire la loro casa. Dopo le frenetiche prime settimane, molte famiglie sono rientrate nelle loro case danneggiate. Ciò le espone a gravi rischi in caso di nuove scosse. E di scosse ce ne sono. Proprio nei giorni che ero a Padang, si è registrato un terremoto di magnitudo 6,5 sulla scala Richter. Per fortuna non si sono registrati danni.

A che punto sono i progetti di ricostruzione?

Accompagnati da un esperto architetto, abbiamo visitato i progetti di alloggi provvisori allestiti dalle organizzazioni nostre partner. Nel loro insieme, questi alloggi sono ben concepiti. Hanno in genere una previsione di utilizzazione di tre anni e danno così alle famiglie il tempo necessario a ricostruire passo dopo passo una nuova casa permanente. Il modello di alloggio provvisorio permette alle famiglie di allestire lo spazio secondo i loro desideri. Una famiglia, ad esempio, ha incollato alle pareti una tappezzeria di carta con disegnati i mattoni, che dà loro l’impressione di vivere all’interno di una vera casa. Le dimensioni, tuttavia, sono standardizzate e limitate, mentre la grandezza delle famiglie varia. La priorità è data ai nuclei famigliari più vulnerabili. I progetti richiedono che i beneficiari diano un loro contributo sotto forma di mano d’opera, materiali o denaro.

Si è potuto fare capo all’esperienza acquisita dopo lo tsunami?

Il nord di Sumatra è stato investito in pieno dallo tsunami del dicembre 2004. Forti della loro rete e dei contatti stabiliti dal 2005, le organizzazioni partner della Catena della Solidarietà hanno acquisito esperienza nella gestione delle catastrofi sull’isola di Sumatra. Le organizzazioni hanno potuto ricorrere a personale esperto, che già aveva allestito alloggi di fortuna dopo lo tsunami. Ciò ha facilitato la scelta del materiale adatto al clima, ma ha favorito anche il sostegno tecnico nella fase di realizzazione.

In concreto, a quali progetti si dedicano le organizzazioni sostenute dalla Catena della Solidarietà?

Il governo esclude le organizzazioni estere dalla ricostruzione fisica delle case. Così, le organizzazioni partner della Catena della Solidarietà prevedono di contribuire indirettamente a una migliore qualità delle costruzioni, formando specialisti nel campo della costruzione antisismica e sensibilizzando le economie domestiche all’importanza del rispetto delle misure preventive. Altri progetti si occuperanno della formazione di persone, in special modo nelle scuole, affinché queste siano meglio preparate e organizzate in caso di catastrofe.

    La Catena della Solidarietà è una fondazione, creata su iniziativa della SRG SSR | Partenariato e collaborazione

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    Spesso una fotografia vale più di mille parole. Grazie al partenariato con l’agenzia fotografica svizzera Keystone, la Catena della Solidarietà dispone in qualsiasi momento gratuitamente di un’offerta completa di fotografie di attualità.

    Keystone getta uno sguardo elvetico sul nostro paese e sul mondo. Il suo team di 20 fotografi impiegati a titolo permanente in tutta la Svizzera e le agenzie partner internazionali garantiscono la copertura di qualsiasi evento di attualità. Quale maggiore agenzia fotografica della Svizzera, Keystone dispone inoltre di una ricchissima raccolta di immagini che raccontano la storia sociale della Svizzera (circa 11 milioni di fotografie d’archivio).

     

    Swisscom

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    Una giornata nazionale di raccolta della Catena della Solidarietà non sarebbe possibile senza il supporto di Swisscom: tra le 120 e le 150 linee telefoniche (suddivise regionalmente in sei centrali) sono messe a disposizione dall’azienda, che per queste giornate offre i propri servizi gratuitamente. In occasione della colletta per lo Tsunami, per esempio, sono state gestite oltre 70 000 chiamate.

    Anche internet è un mezzo di comunicazione essenziale della Catena della Solidarietà, mezzo che la Swisscom SA, ex Azienda delle PTT, da oltre sedici anni un partner fedele della Catena, sostiene annualmente con un considerevole importo.

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    La Catena della Solidarietà fu fondata nel 1946 quale trasmissione radiofonica della Svizzera romanda e la sua prima colletta fu devoluta agli orfani della Seconda guerra mondiale.

    L’idea venne sviluppata ulteriormente finché, nel 1983, la Catena della Solidarietà divenne la fondazione. Oggi la Catena della Solidarietà è una fondazione che organizza raccolte di fondi per finanziare progetti di aiuto mirati. A questo scopo, essa collabora con la SRG SSR e con alcune organizzazioni umanitarie svizzere.

    Nelle giornate nazionali di colletta, all’insegna dell’idée suisse, la SRG SSR mette gratuitamente a disposizione della Catena le proprie risorse (programmi, giornalisti), partecipando così alla grande manifestazione di solidarietà e aiuto dell’intera popolazione svizzera. La Catena della Solidarietà non è un’associazione umanitaria vera e propria, ma un’opera di solidarietà che collabora con 25 organizzazioni umanitarie. L’unione con la SRG SSR è sottolineata anche dal fatto che le unità aziendali SRF, RTS, RTR e RSI hanno tutte un seggio nel Consiglio di fondazione.