«Jeder Rappen zählt» 2012

Acqua potabile - reportage in Sud Sudan

  • 20.12.2012
  • Acqua (JRz 2012)

Bentiu-Rubkona (Unity State, Sud Soudan) Chiazze di verde al termine della stagione delle piogge.

Bentiu (Unity State, Sud Soudan) Un delegato della CRS si concede una pausa in un negozietto della città.

Kimatong (Eastern Equatoria, Sud Soudan) Le donne del villaggio sono in prima linea nella costruzione di una diga per captare l’acqua piovana (progetto CRS).

Kimatong (Eastern Equatoria, Sud Soudan) Fine della giornata per questa lavoratrice. Una volta terminata la diga, il bacino si riempirà di acqua a ogni stagione delle piogge. Più in basso sarà costruito un serbatoio presso il quale tutto il villaggio potrà rifornirsi.

Una natura a tratti generosa, a tratti arida; donne instancabili e bambini ovunque; e poi recipienti gialli in ogni angolo del paese. Per andare a prendere l'acqua. Ovunque essa sia. Pulita o contaminata. Sempre acqua.

Sono solo alcune delle primissime impressioni che ho avuto percorrendo il Sud Sudan. Un paese in piena evoluzione, che avevo visitato poco prima dell'indipendenza da Khartum nel 2011, e che ora sta vivendo un vero boom. Si mettono in piedi le istituzioni, si costruiscono strade e scuole, si moltiplicano i nuovi insediamenti per quei cittadini che hanno deciso di tornare a vivere nel loro paese dopo decenni di esilio e guerre.

 

Lo Stato -qui come altrove- non arriva dappertutto. Qualcuno dirà che arriva solo dove vuole. Ma al di là delle polemiche, i progetti finanziati dalla cooperazione internazionale e dalle organizzazioni non governative sono visti di buon occhio. E anche la Svizzera fa la sua parte.

Personalmente ho visitato progetti gestiti dalla Caritas e dalla Croce rossa svizzera, in collaborazione con la Croce rossa sud sudanese. Ovunque sono rimasta colpita dalla volontà di creare qualcosa di duraturo, dal desiderio di coinvolgere le comunità locali e dalla rinuncia a tecnologie sofisticate.

Premetto di essere alquanto profana in materia, ma quando ho visto riabilitato un sistema già usato dagli antichi Egizi -poi andato perso nel tempo- per captare l'acqua piovana nelle zone rocciose del sud-est, per un attimo mi sono fermata. Era l'ora del tramonto. Mi sono seduta sulla roccia ancora calda dopo una giornata torrida. Ho guardato il villaggio ai piedi della montagna e i paesaggi grandiosi attorno a me.

Ho pensato a quelle 4'000 persone che grazie ad un sistema semplice ma ingegnoso presto avranno accesso ad un'acqua pulita. Niente più camminate chilometriche per raggiungere qualche fonte lontana, niente più bambini lasciati soli perché la mamma è andata a predere l'acqua. Oggi molte mamme lavorano al progetto, portano i sassi per costruire la diga, preparano la malta per il muro di sostegno.

Domani il lavoro di tutta la comunità avrà dato i suoi frutti. E anche la Svizzera avrà fatto la sua piccola parte.

 

 

Telegiornale - 18.12.2012: Acqua potabile - reportage in Sud Sudan »

 

 

 

 

 

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