Comunicato stampa

La Catena della Solidarietà rinnova il suo appello alle donazioni

  • 12.03.2013
  • Comunicati stampa

A un anno dal primo appello lanciato dalla Catena della Solidarietà in favore delle vittime del conflitto in Siria, sono stati raccolti 11,2 milioni di franchi. Entro la fine di marzo, tutti i fondi raccolti saranno stati attribuiti. Tenuto conto del drammatico aumento del numero di rifugiati e degli enormi bisogni, la Catena della Solidarietà rinnova il suo appello alle donazioni.

Fino a oggi, sono stati finanziati 22 progetti di aiuto alle persone rifugiate in Libano, Giordania, Turchia e Iraq. Sono state aiutate anche persone sfollate all’interno della Siria. Per assicurare la sopravvivenza a rifugiati e sfollati sono distribuiti aiuti urgenti quali cibo, vestiti, materiale da cucina e sanitari. Nel quadro di altri progetti, sono stati isolati contro il freddo alloggi provvisori, sono stati versati affitti, è stato distribuito denaro in contanti per coprire i bisogni essenziali. Sono pure finanziati progetti nell’ambito della salute e della protezione dell’infanzia.


Nove organizzazioni partner attive

La Catena della Solidarietà sta cofinanziando i progetti di nove organizzazioni umanitarie partner: l’Aiuto delle Chiese Avventiste, l’Aiuto delle Chiese Protestanti, Caritas Svizzera, Croce Rossa Svizzera, Handicap International Svizzera, Medair, Medici senza Frontiere Svizzera, Solidar Suisse e Terre des Hommes – Aiuto all’infanzia. In totale, queste organizzazioni hanno finora ricevuto aiuti finanziari per 7,2 milioni di franchi. I progetti di organizzazioni non accreditate presso la Catena della Solidarietà possono pure essere cofinanziati, tenuto conto della loro specificità.

Quattro progetti sono attualmente all’esame per un totale di 2,6 milioni di franchi e altri progetti saranno presto sottoposti alla Catena della Solidarietà per un totale di parecchi milioni di franchi. Le organizzazioni umanitarie partner hanno infatti annunciato di aver bisogno di ulteriori mezzi finanziari per proseguire le loro attività.


Rilancio dell’appello

Secondo Manolo Caviezel, responsabile dei progetti connessi alla crisi siriana presso la Catena della Solidarietà, «il numero di Siriani che fuggono dai combattimenti ha superato, secondo l’ONU, il milione di persone e ogni giorno a migliaia attraversano la frontiera. Inoltre, due milioni di persone hanno dovuto spostarsi all’interno della Siria stessa. Ma queste cifre sono inferiori alla realtà, poiché numerosi rifugiati non vogliono farsi registrare, in particolare nel timore di rappresaglie. La situazione è allarmante e si sta profilando una tragedia di grande ampiezza».

Entro la fine di marzo, tutti i mezzi finanziari a disposizione saranno esauriti, ma l’impegno sul terreno delle organizzazioni umanitarie rimane di vitale importanza per le vittime del conflitto. Per questo motivo, la Catena della Solidarietà rinnova il suo appello alle donazioni per continuare a sostenere le organizzazioni sue partner che stanno operando sul terreno. Le donazioni sono dunque sempre benvenute sul conto postale 10-15000-6, con l’annotazione «Siria», oppure sul sito www.catena-della-solidarieta.ch. In tutti gli uffici postali si trovano le polizze di versamento intestate alla Catena della Solidarietà.

Il primo appello della Catena della Solidarietà a favore delle vittime del conflitto siriano è stato lanciato nel marzo del 2012. In seguito all’aumento dei bisogni e al deterioramento della situazione umanitaria, l’appello è stato rinnovato in agosto e in settembre 2012. Una giornata nazionale di raccolta di fondi è stata infine organizzata il 13 novembre dello scorso anno.

La Catena della Solidarietà è una fondazione, creata su iniziativa della SRG SSR | Partenariato e collaborazione

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Keystone

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Spesso una fotografia vale più di mille parole. Grazie al partenariato con l’agenzia fotografica svizzera Keystone, la Catena della Solidarietà dispone in qualsiasi momento gratuitamente di un’offerta completa di fotografie di attualità.

Keystone getta uno sguardo elvetico sul nostro paese e sul mondo. Il suo team di 20 fotografi impiegati a titolo permanente in tutta la Svizzera e le agenzie partner internazionali garantiscono la copertura di qualsiasi evento di attualità. Quale maggiore agenzia fotografica della Svizzera, Keystone dispone inoltre di una ricchissima raccolta di immagini che raccontano la storia sociale della Svizzera (circa 11 milioni di fotografie d’archivio).

 

Swisscom

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Una giornata nazionale di raccolta della Catena della Solidarietà non sarebbe possibile senza il supporto di Swisscom: tra le 120 e le 150 linee telefoniche (suddivise regionalmente in sei centrali) sono messe a disposizione dall’azienda, che per queste giornate offre i propri servizi gratuitamente. In occasione della colletta per lo Tsunami, per esempio, sono state gestite oltre 70 000 chiamate.

Anche internet è un mezzo di comunicazione essenziale della Catena della Solidarietà, mezzo che la Swisscom SA, ex Azienda delle PTT, da oltre sedici anni un partner fedele della Catena, sostiene annualmente con un considerevole importo.

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La Catena della Solidarietà fu fondata nel 1946 quale trasmissione radiofonica della Svizzera romanda e la sua prima colletta fu devoluta agli orfani della Seconda guerra mondiale.

L’idea venne sviluppata ulteriormente finché, nel 1983, la Catena della Solidarietà divenne la fondazione. Oggi la Catena della Solidarietà è una fondazione che organizza raccolte di fondi per finanziare progetti di aiuto mirati. A questo scopo, essa collabora con la SRG SSR e con alcune organizzazioni umanitarie svizzere.

Nelle giornate nazionali di colletta, all’insegna dell’idée suisse, la SRG SSR mette gratuitamente a disposizione della Catena le proprie risorse (programmi, giornalisti), partecipando così alla grande manifestazione di solidarietà e aiuto dell’intera popolazione svizzera. La Catena della Solidarietà non è un’associazione umanitaria vera e propria, ma un’opera di solidarietà che collabora con 25 organizzazioni umanitarie. L’unione con la SRG SSR è sottolineata anche dal fatto che le unità aziendali SRF, RTS, RTR e RSI hanno tutte un seggio nel Consiglio di fondazione.