Sin dalla sua creazione nel 1946 e fino a settembre 2011, la Catena della Solidarietà ha raccolto ben 1,5 miliardi di franchi. Occorre anche ricordare che nel corso degli Anni Cinquanta, la Catena della Solidarietà raccogliev..." />

Novità

Catena della Soliderità: 65 anni e nessuna pensione

  • 16.08.2013
  • Attualità

 

Sin dalla sua creazione nel 1946 e fino a settembre 2011, la Catena della Solidarietà ha raccolto ben 1,5 miliardi di franchi. Occorre anche ricordare che nel corso degli Anni Cinquanta, la Catena della Solidarietà raccoglieva anche doni in natura di qualsiasi genere: cappelli di feltro da trasformare in pantofole, abiti, materassi, salsicce, sigarette per le persone anziane nei ricoveri, insomma un insieme di cose che si accatastavano nelle cantine di Radio Lausanne (ex RSR) fino al momento della distribuzione da parte del personale della radio, aiutato da volontari, agenti di polizia, doganieri e, in alcuni luoghi, dalla Croce Rossa, EPER o l’Aiuto delle Chiese Protestanti.

La «Chaîne du Bonheur» è nata spontaneamente da un’emissione radiofonica divertente, leggera,musicale e letteraria. Molto presto, senza peraltro nessuna pianificazione, il sistema è andato formandosi: aiuto alle vittime di catastrofi (vittime delle inondazioni nel Polesine, di quelle nella Lorena, famiglie di minatori vittime del grisù in Belgio, ecc). Ma anche aiuti ai bambini (vacanze per i bambini delle città bombardate in Inghilterra, e bambini ospiti di istituzioni in Svizzera) e aiuto sociale (aiuti alle famiglie di scioperanti, famiglie povere di campagna, persone sole e anziane o invalide). Questi tre assi dell’attività della Catena della Solidarietà si ritrovano oggi nei suoi statuti. Se l’aiuto umanitario in caso di catastrofi è il più conosciuto, l’aiuto all’infanzia costituisce un’attività più discreta ma permanente e costituisce l’asse portante dell’evento «Jeder Rappen zählt», essenzialmente presente sulle reti radio e TV della Svizzera tedesca. Anno dopo anno, dal 1946, l’aiuto sociale, molto più discreto, permette di assistere annualmente oltre mille persone o nuclei famigliari del nostro paese, confrontati con situazioni difficili.

Nata dunque da un’idea molto generosa di emissione radiofonica, sotto l’impulso di collaboratori della SSR, la Catena della Solidarietà nel corso degli anni è cambiata ed è divenuta un’organizzazione altamente professionale e l’aiuto, che tiene sotto controllo fino al suo compimento, è prestato da organizzazioni umanitarie svizzere che ne hanno fatto la loro professione e la loro missione. La Catena ne ha guadagnato in serietà, in competenze e in efficacia. Ha perso per strada forse il suo humor e si è allontanata dall’ambiente culturale, musicale e letterario per avvicinarsi all’onda dell’informazione. Tuttavia, ai tempi di Roger Nordmann, di Jack Rolland o di Jean Martel, Henri Matisse, Jean Cocteau, Joséphine Baker, Marcel Pagnol, Prévert, Pablo Casals, Isabelle Adjani e centenaia di altri personaggi sono stati preziosi anelli della stessa catena. Sono loro che l’hanno animata nei primi anni di vita. Oggi, giovani animatori hanno ripreso il testimone, nonostante le critiche che talora sorgono fra alcuni benpensanti.

Nata dunque da un’emissione di Radio Lausanne, la Catena della Solidarietà è divenuta nazionale alla fine degli Anni Quaranta. Per un certo numero di anni essa è stata addirittura europea, un po’ sull’onda di ciò allora predicava Denis de Rougemont. Ciò che si può dire oggi, dopo tutti questi anni, è che la Catena della Solidarietà non solo lega le Svizzere e gli Svizzeri fra loro, ma li collega al mondo intero. Essa è riconosciuta come uno dei simboli del nostro paese. Una responsabilità pesante. Essa è parte di un’autentica volontà di distribuire solidarietà e di addolcire la vita e nonostante tutti i modernismi e le tecnicità , in occasione di ogni colletta la fiducia si rinnova e qualcosa dello spirito originale sopravvive.

In un passato lontano la Catena aveva anche un suo inno che ancora oggi fa sussultare molte persone che erano giovani nei primi anni della sua esistenza. E’ un po’datato e la melodia non regge completamente nel tempo, ma il suo spirito rimane vivace.

Non bisogna spezzare la Catena, poiché deve passare dappertutto.

Félix Bollmann

alla storia »

La Catena della Solidarietà è una fondazione, creata su iniziativa della SRG SSR | Partenariato e collaborazione

  • Keystone
  • Swisscom
  • SRG SSR alt

Keystone

Keystone

 

Spesso una fotografia vale più di mille parole. Grazie al partenariato con l’agenzia fotografica svizzera Keystone, la Catena della Solidarietà dispone in qualsiasi momento gratuitamente di un’offerta completa di fotografie di attualità.

Keystone getta uno sguardo elvetico sul nostro paese e sul mondo. Il suo team di 20 fotografi impiegati a titolo permanente in tutta la Svizzera e le agenzie partner internazionali garantiscono la copertura di qualsiasi evento di attualità. Quale maggiore agenzia fotografica della Svizzera, Keystone dispone inoltre di una ricchissima raccolta di immagini che raccontano la storia sociale della Svizzera (circa 11 milioni di fotografie d’archivio).

 

Swisscom

Swisscom

Una giornata nazionale di raccolta della Catena della Solidarietà non sarebbe possibile senza il supporto di Swisscom: tra le 120 e le 150 linee telefoniche (suddivise regionalmente in sei centrali) sono messe a disposizione dall’azienda, che per queste giornate offre i propri servizi gratuitamente. In occasione della colletta per lo Tsunami, per esempio, sono state gestite oltre 70 000 chiamate.

Anche internet è un mezzo di comunicazione essenziale della Catena della Solidarietà, mezzo che la Swisscom SA, ex Azienda delle PTT, da oltre sedici anni un partner fedele della Catena, sostiene annualmente con un considerevole importo.

SRG SSR

SRG SSR alt

La Catena della Solidarietà fu fondata nel 1946 quale trasmissione radiofonica della Svizzera romanda e la sua prima colletta fu devoluta agli orfani della Seconda guerra mondiale.

L’idea venne sviluppata ulteriormente finché, nel 1983, la Catena della Solidarietà divenne la fondazione. Oggi la Catena della Solidarietà è una fondazione che organizza raccolte di fondi per finanziare progetti di aiuto mirati. A questo scopo, essa collabora con la SRG SSR e con alcune organizzazioni umanitarie svizzere.

Nelle giornate nazionali di colletta, all’insegna dell’idée suisse, la SRG SSR mette gratuitamente a disposizione della Catena le proprie risorse (programmi, giornalisti), partecipando così alla grande manifestazione di solidarietà e aiuto dell’intera popolazione svizzera. La Catena della Solidarietà non è un’associazione umanitaria vera e propria, ma un’opera di solidarietà che collabora con 25 organizzazioni umanitarie. L’unione con la SRG SSR è sottolineata anche dal fatto che le unità aziendali SRF, RTS, RTR e RSI hanno tutte un seggio nel Consiglio di fondazione.