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Haiti e Pakistan: arrivano gli aiuti?

  • 06.09.2010
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Dall’inizio dell’anno due catastrofi di grande ampiezza hanno duramente colpito alcune regioni del mondo. Sia ad Haiti, a causa del terremoto, sia in Pakistan, in seguito alle inondazioni, milioni di persone hanno perduto tutto. Félix Bollmann, direttore della Catena della Solidarietà, fa il punto all’aiuto finanziario prestato dalla Fondazione.

Félix Bollmann © Keystone

Sia ad Haiti sia in Pakistan sembra che gli aiuti facciano fatica ad avviarsi. Perché si ha questa impressione?

In Pakistan le acque cominciano a ritirarsi solo adesso. La superficie e il numero di persone colpite sono enormi. L’invio di aiuti rimane difficile e la totalità dei bisogni potrà essere valutata solo nei prossimi mesi. Il caso di Haiti, sfortunatamente, mostra ciò che succede in caso di catastrofe sia in Svizzera sia nel mondo intero: vi è  un lasso di tempo fra il periodo del grande slancio di solidarietà e dell’urgenza e quello della ricostruzione. Le autorità locali devono bruscamente affrontare il loro destino e quello dei loro concittadini, trovandosi tutti confrontati con il crollo completo dell’economia del paese. Inoltre,un mucchio di organizzazioni internazionali e non governative arrivano sul posto. Le autorità locali sono dunque fortemente sollecitate e possono ritrovarsi indebolite per un certo periodo, ciò che impedisce loro di risolvere i problemi quotidiani come quello dello sgombero delle macerie, del ripristino del diritto successorio e di quello fondiario.

Quali sono le priorità per le ONG?

Da parte delle organizzazioni umanitarie devono essere perseguiti due obbiettivi principali. Coordinando sempre le azioni fra loro e le autorità locali, devono in un primo tempo assicurare la sopravvivenza immediata della popolazione sinistrata (cure mediche, cibo, acqua potabile, alloggi provvisori). In una seconda fase, bisogna pensare alla ricostruzione. Tuttavia, prima che inizi questa fase, le autorità devono fissare le grandi linee degli interventi: le organizzazioni non possono e non devono sostituirsi in questa responsabilità politica e sociale.

Quali sono le grandi sfide?

Nel caso di Haiti, le macerie, il diritto successorio e le procedure di importazione, che rallentano enormemente il processo. Progetti pilota di costruzione di case sono tuttavia già sostenuti dalla Catena della Solidarietà in alcune grandi città (Gressier, Léogane, Petit-Goâve). Nel nord del Pakistan, la riabilitazione e la ricostruzione delle case potranno cominciare quest’inverno o immediatamente dopo, poiché l’acqua si è ritirata. Per contro, nel sud, l’acqua invade ancora talune regioni, ciò che ritarda le attività.

Attualmente, quali progetti sono sostenuti dalla Catena della Solidarietà?

Ad Haiti sono stati investiti 10 milioni di franchi. Progetti di ricostruzione per un valore di 5 milioni di franchi sono attualmente analizzati dalla Commissione dei progetti: cioè, in tutto 15 milioni. Per quanto riguarda il Pakistan, le donazioni stanno ancora affluendo: otto organizzazioni umanitarie nostre partner stanno distribuendo aiuti urgenti e hanno sottoposto i loro progetti alla Catena della Solidarietà per ottenerne il finanziamento.

La Catena della Solidarietà è una fondazione, creata su iniziativa della SRG SSR | Partenariato e collaborazione

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Keystone

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Spesso una fotografia vale più di mille parole. Grazie al partenariato con l’agenzia fotografica svizzera Keystone, la Catena della Solidarietà dispone in qualsiasi momento gratuitamente di un’offerta completa di fotografie di attualità.

Keystone getta uno sguardo elvetico sul nostro paese e sul mondo. Il suo team di 20 fotografi impiegati a titolo permanente in tutta la Svizzera e le agenzie partner internazionali garantiscono la copertura di qualsiasi evento di attualità. Quale maggiore agenzia fotografica della Svizzera, Keystone dispone inoltre di una ricchissima raccolta di immagini che raccontano la storia sociale della Svizzera (circa 11 milioni di fotografie d’archivio).

 

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Una giornata nazionale di raccolta della Catena della Solidarietà non sarebbe possibile senza il supporto di Swisscom: tra le 120 e le 150 linee telefoniche (suddivise regionalmente in sei centrali) sono messe a disposizione dall’azienda, che per queste giornate offre i propri servizi gratuitamente. In occasione della colletta per lo Tsunami, per esempio, sono state gestite oltre 70 000 chiamate.

Anche internet è un mezzo di comunicazione essenziale della Catena della Solidarietà, mezzo che la Swisscom SA, ex Azienda delle PTT, da oltre sedici anni un partner fedele della Catena, sostiene annualmente con un considerevole importo.

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La Catena della Solidarietà fu fondata nel 1946 quale trasmissione radiofonica della Svizzera romanda e la sua prima colletta fu devoluta agli orfani della Seconda guerra mondiale.

L’idea venne sviluppata ulteriormente finché, nel 1983, la Catena della Solidarietà divenne la fondazione. Oggi la Catena della Solidarietà è una fondazione che organizza raccolte di fondi per finanziare progetti di aiuto mirati. A questo scopo, essa collabora con la SRG SSR e con alcune organizzazioni umanitarie svizzere.

Nelle giornate nazionali di colletta, all’insegna dell’idée suisse, la SRG SSR mette gratuitamente a disposizione della Catena le proprie risorse (programmi, giornalisti), partecipando così alla grande manifestazione di solidarietà e aiuto dell’intera popolazione svizzera. La Catena della Solidarietà non è un’associazione umanitaria vera e propria, ma un’opera di solidarietà che collabora con 25 organizzazioni umanitarie. L’unione con la SRG SSR è sottolineata anche dal fatto che le unità aziendali SRF, RTS, RTR e RSI hanno tutte un seggio nel Consiglio di fondazione.